Benvenuto, Ospite
Nome utente: Password: Ricordami

ARGOMENTO: Pignoramento in casa

Pignoramento in casa 6 Anni 1 Mese fa #55

  • Joao
  • Avatar di Joao
Approfitto di questo forum per avere un chiarimento se possibile. Sono quasi due anni che cerco di farmi pagare da un personaggio, diciamo così, che ufficialmente, così sembrerebbe, non ha niente! Peccato che giri in macchina (non sua scoperto), abiti in un grande appartamento (non suo), abbia un gran bel tenore di vita!!
Il mio avvocato ha già provato a pignorare conti correnti (non suoi, scoperto che firmava gli assegni solo perche' aveva la delega). Resta il pignoramento a casa che mi è anche stato sconsigliato. Non si puo' proprio fare niente in queste situazioni? Mandargli la finanza?
Se può essere utile: ho un'ingiunzione di pagamento del tribunale nei suoi confronti di E. 6.500,00 più spese, visure tutte negative, convivente (non sposato) con compagna proprietaria della casa dove abita e dove ufficialmente e' residente.
Accedi o registrati per partecipare alla discussione. Se sei un professionista, dai un'occhiata qui!

Re: Pignoramento in casa 6 Anni 1 Mese fa #56

  • RobyRot
  • Avatar di RobyRot
  • OFFLINE
  • Frequentatore realtime
  • studio legale online
  • Messaggi: 51
  • Ringraziamenti ricevuti 3
  • Karma: 2
Rapporti di lavoro?
Il pignoramento a casa è comunque da provare, tieni conto che l'Ufficiale Giudiziario può pignorare tutti i beni rinvenuti presso la casa del debitore (e per casa del debitore deve intendersi dove questo ha l'abituale residenza/dimora) che non sia possibile provare con documento scritto avente data anteriore a quella del pignoramento che siano di altre persone (nel tuo caso specifico della sua compagna). Vedi Cassazione n. 10287 del 4 maggio 2006.
Accedi o registrati per partecipare alla discussione. Se sei un professionista, dai un'occhiata qui!

Re: Pignoramento in casa 6 Anni 1 Mese fa #57

  • Silvia
  • Avatar di Silvia
  • OFFLINE
  • Moderatore
  • studio legale online
  • Messaggi: 6
  • Ringraziamenti ricevuti 3
  • Karma: 6
Nel “pignoramento mobiliare” presso il debitore opera una “presunzione legale di appartenenza (o proprietà)” dei beni mobili presenti nella “casa” dello stesso debitore (o azienda o qualunque altro luogo a lui appartenente).
Il pignoramento mobiliare (disciplinato dal dettato normativo di cui agli artt. 513 e segg. c.p.c.) è l’atto con cui si inizia l’espropriazione forzata che segue l’esistenza, e la notifica, di un titolo esecutivo e di un precetto, cioè i documenti che secondo la legge obbligano il debitore ad adempiere al pagamento o in mancanza a subire l’esecuzione forzata da parte dell’Ufficiale Giudiziario.
Quest’ultimo redige un verbale dal quale risulta, oltre che l’ingiunzione di “astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito i beni che sono oggetto dell’espropriazione” (divieto di vendita, distruzione volontaria, dispersione), la descrizione di tutti i beni mobili pignorati, il loro stato (tramite rappresentazione fotografica o audiovisiva) e la determinazione approssimativa del presumibile valore di realizzo (il prezzo che potrebbe essere ricavato dalla vendita all’asta di questi oggetti).”.
La prova della proprietà di terzi deve essere fornita documentalmente e preferibilmente con atti di data certa come ad esempio gli atti registrati presso l’Agenzia delle Entrate o dal Notaio. Le fatture possono comunque essere utilizzate come prova. Ovviamente la data deve essere anteriore a quella del pignoramento.
Se il debitore invece intrattiene un rapporto di lavoro alle dipendenze di terzi o comunque intrattiene rapporti di deposito, conto corrente o quant'altro presso Istituti di credito e bancari allora il creditore può scegliere di eseguire un pignoramento presso i terzi debitori (datore di lavoro o Istituti Bancari ecc..) che trova negli artt. 543 e segg. cpc la sua disciplina fondante. In questa forma di pignoramento la collaborazione del terzo è un elemento fondamentale e caratterizzante il processo esecutivo in esame. Occorre infatti che il terzo debitore renda una dichiarazione (ex art. 547 c.p.c.) ufficiale ed impegnativa all'Ufficio esecutivo. La dichiarazione è resa in udienza o mediante lettera raccomandata, nei casi previsti dall'articolo prima menzionato nella quale dovranno essere specificate: a) di quali somme il terzo debitore è debitore e di quali cose è in possesso e quando ne deve eseguire la consegna o il pagamento; b) i sequestro e i pignoramenti precedentemente eseguiti presso di lui o le cessioni che gli sono state notificate o che ha accettato.
Quanto sopra indica, in maniera assai sintetica, le possibilità che si possono prospettare (escludendo naturalmente il pignoramento immobiliare visto che il debitore, a quanto hai riferito, non possiede alcun bene immobile). Sperando di essere stata il più possibile precisa, vi saluto cordialmente.
Avv. Silvia Lenzi
Studio Legale De Stasio - Associazione Professionale
Via dell'Industria 1070 - 58022 Follonica
- www.studiodestasio.it

Regolamento del Forum - Note Legali - Richiedi un contatto
Accedi o registrati per partecipare alla discussione. Se sei un professionista, dai un'occhiata qui!
Moderatori: Silvia, Valentina



Tempo creazione pagina: 0.117 secondi
Powered by Kunena Forum