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ARGOMENTO: Il danno estetico

Il danno estetico 5 Anni 9 Mesi fa #248

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Fra le varie forme di "danno biologico", inteso quale danno alla salute ovvero all'integrità psico-fisica della persona in sé e per sé considerata, in quanto incidente sul "valore uomo" in tutta la sua concreta dimensione, il danno di rilevanza estetica rappresenta certamente la forma più complessa e meno codificabile secondo rigidi schemi e parametri valutativi per l'estrema variabilità soggettiva delle alterazioni fisionomiche correlate non solo alla conservazione dei semplici tratti somatici ma anche al mantenimento dell'armonia e della personalità espressiva del soggetto; si dovrà, perciò, tenere adeguato conto non solo dell'integrità morfologica, ma anche della conservazione della completa "efficienza estetica" intesa come capacità mimico-espressiva e proiezione esterna della personalità dell'individuo.
In sede civilistica il concetto di danno estetico non è localizzato ai soli tratti del volto, ma comprende l'intero soma: onde anche una zoppia, o la deformazione di un braccio, una brutta cicatrice a una gamba in una donna, si considerano oggi perturbazioni estetiche.
I più comuni sono, senza alcun dubbio, le cicatrici. Per poter fare una valutazione del danno estetico, come in qualsiasi altro tipo di danno è importante esaminare la cicatrice e l’incidenza che essa ha sulla vita dell’individuo.
Bisogna tener conto anche di altri fattori: sesso, età, condizione socio-culturale, stato anteriore (idoneità del soggetto passivo a subire un peggioramento fisiognomonico), ecc. e che ogni giudizio in questo settore deve essere individualizzato. E' indispensabile e fondamentale, inoltre, che, quando si tratti di danni estetici relativi a reliquati cicatriziali, sia trascorso un adeguato lasso di tempo tra l'epoca della lesione e quella del giudizio peritale: un anno almeno, perché l'evoluzione e la trasformazione del tessuto cicatriziale è lentissima e accade non infrequentemente che venga giudicata deturpante una cicatrice che a stabilizzazione definitiva non arreca che un lievissimo pregiudizio fisiognomonico.
Oltre ad un'attenta valutazione dello stato della cicatrizzazione, si dovranno considerare le peculiarità mimiche e fisionomiche antecedenti in relazione anche alle condizioni sociali e culturali, alla personalità psichica e ai vari aspetti della vita di relazione fino ad allora condotta sia nell'ambito familiare quotidiano che nell'inserimento lavorativo e sociale.
Il caso in questione vede una ragazza di 25 anni che tornando da lavoro con lo scooter, a causa di un dissesto stradale, scivola provocandosi gravi escoriazioni al ginocchio e al tallone. Lo scooter presenta ingenti danni, mentre in merito alle ferite, per oltre due mesi sosterrà notevoli costi per le cure mediche. Nell’immediato, si rivolge al legale chiedendo il risarcimento all’ente gestore della strada. Dopo alcuni mesi, la ferita al tallone scompare del tutto, mentre quella sul ginocchio si rimargina con una brutta cicatrice. Sottoponendosi ad una visita dermatologica, le comunicano che si tratta di una cicatrice ipertrofica molto evidente che potrà pregiudicare le sue abitudini e il suo stile di vita, dato la difficoltà di coprire la cicatrice soprattutto nei mesi estivi. Il medico dichiara, infine, che nei mesi successivi, la cicatrice potrà solo schiarirsi leggermente, ma non si avranno grossi miglioramenti e consiglia un intervento di chirurgia plastica, che comporterà un anno di visite, interventi e medicazioni, senza garanzie sul risultato.
La valutazione del danno estetico va effettuata sulla base dei principi medico-legali, in quanto rientrante a pieno titolo nella nozione di lesione alla integrità fisica della persona (danno biologico) ciò in base a nozioni ormai consolidate nel settore delle menomazioni medico-legali (Trib. Monza 2007). Al momento della liquidazione il giudice deve tener conto dell’incidenza che il danno estetico ha sulla persona danneggiata (App. Roma, sez. III, 2007). Qualora la lesione dell'integrità fisica e psichica si manifesti in forme suscettibili di alterare o deturpare l'aspetto esteriore della persona, pregiudicandola nei rapporti interpersonali, il giudice deve tenere conto di tale danno estetico in sede di liquidazione del danno biologico, del quale costituisce una componente, mediante una personalizzazione qualitativa e quantitativa dei parametri adottati a tal fine (la S.C. con sentenza n. 6383/04 ha ritenuto che bisogna liquidare il danno per il grave pregiudizio estetico derivante dalle vistose cicatrici conseguenti ad un incidente stradale non autonomamente rispetto al danno biologico ma come componente di esso, utilizzando però parametri superiori rispetto al criterio base del valore medio del punto di invalidità e correlati alla necessità di personalizzazione del danno).
Nel caso de quo, il danno estetico sarà valutato in via equitativa dal giudice, su perizia del medico legale, tenendo conto delle circostanze del caso, inoltre, la ragazza lamenta anche danni di tipo psichico. Questo tipo di danno, ricollegabile al danno estetico, sarà valutato attraverso visita psichiatrica.
Per quanto riguarda l’incidente, la valutazione spetterà al giudice, che analizzando l’evento, determinerà se effettivamente si potrà sostenere la responsabilità dell’ente gestore della strada.
Difficile sarà, invece, considerare l’ipotesi di un risarcimento per danno riflesso nei confronti dei genitori che hanno sostenuto le spese mediche.
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