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ARGOMENTO: L’esecuzione nei confronti del Condominio. Solidarietà o parziarietà?

L’esecuzione nei confronti del Condominio. Solidarietà o parziarietà? 6 Anni 24 Minuti fa #154

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Le obbligazioni contratte nell’interesse del condominio e le conseguenti responsabilità dei condomini sono governate dal criterio della parziarietà e non da quello della solidarietà passiva. Ove conseguito un titolo esecutivo nei confronti del condominio, il creditore potrà procedere all’esecuzione individualmente nei confronti dei singoli condomini, secondo le quote di ciascuno.

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Avv. Claudio De Stasio
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Re: L’esecuzione nei confronti del Condominio. Solidarietà o parziarietà? 5 Anni 5 Mesi fa #386

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La Cassazione è intervenuta ancora sul punto con la sentenza n. 1289 del 30 gennaio 2012.
La notificazione del titolo esecutivo non è necessaria per il destinatario diretto del decreto monitorio nell'ipotesi prevista dall'art. 654, comma 2, c.p.c.. Viceversa, siffatta notificazione deve essere effettuata allorché si intenda agire contro un soggetto, non indicato nell'ingiunzione, per la pretesa sua qualità di obbligato solidale. Ed infatti, tale soggetto deve essere messo nelle condizioni di conoscere qual è il titolo ex art. 474 c.p.c., in virtù del quale viene minacciata in suo danno l'esecuzione, ma anche di potere adempiere l'obbligazione da esso risultante entro il termine previsto dall'art. 480 c.p.c.
Secondo la Corte, peraltro, un titolo esecutivo ottenuto nei confronti del condominio non sarebbe idoneo a promuovere l'esecuzione nei confronti del singolo condomino (come desumibile dalla lettura della sentenza per esteso) ciò implicando una difficoltà in più per il creditore che non trovi la fattiva collaborazione dell'amministratore di condominio nell'esatta individuazione dei condomini inadempienti e dei relativi debiti.

La sentenza per esteso con evidenziato il passo in questione.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE TERZA CIVILE
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. TRIFONE Francesco - Presidente
Dott. MASSERA Maurizio - Consigliere
Dott. SPAGNA MUSSO Bruno - Consigliere
Dott. LANZILLO Raffaella - Consigliere
Dott. D'AMICO Paolo - rel. Consigliere
ha pronunciato la seguente:
sentenza

sul ricorso 1302/2009 proposto da:
F.C. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE GIULIO CESARE 95, presso lo studio dell'avvocato BRUNO RITA, rappresentata e difesa dall'avvocato RIZZO ANTONIO giusta delega in atti;
- ricorrente -
G.S.;
- intimato -
avverso la sentenza n. 195/2008 del TRIBUNALE di CATANIA, depositata il 14/01/2008, R.G.N. 12412/2006;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 14/12/2011 dal Consigliere Dott. PAOLO D'AMICO;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. IANNELLI Domenico, che ha concluso per il rigetto del 1 motivo;
accoglimento del 2 e 3 motivo.
Svolgimento del processo

F.C. convenne in giudizio G.S. proponendo opposizione avverso l'atto di precetto, notificatole in data 25 ottobre 2006, con il quale il G. le aveva intimato il pagamento della somma complessiva di Euro 2.193,90.
A sostegno dell'opposizione, la F. deduceva che l'atto di precetto in questione doveva considerarsi nullo non essendole mai stato notificato il relativo titolo esecutivo. Deduceva altresì che tale titolo, ottenuto contro un condominio in persona dell'amministratore, può essere fatto valere nei confronti del singolo condomino purchè l'esecuzione forzata venga preceduta dalla notificazione del titolo esecutivo e del precetto nei confronti del condomino contro il quale viene intrapresa l'esecuzione stessa.
Costituitosi in giudizio, il G. eccepiva preliminarmente l'avvenuta cessazione della materia del contendere essendo stata notificata a controparte, in data 12 dicembre 2006, copia conforme del titolo esecutivo de quo unitamente ad un nuovo atto di precetto.
Nel merito il medesimo G. sosteneva che la notificazione non era necessaria giacchè il decreto ingiuntivo era stato dichiarato esecutivo ai sensi dell'art. 654 c.p.c., comma 2, e che comunque nel precetto c'era pure l'indicazione dell'avvenuta apposizione della formula esecutiva.
Il Tribunale stabiliva che la notificazione del successivo precetto non aveva determinato la cessazione della materia del contendere.
Ribadiva inoltre che non era necessario notificare il titolo esecutivo (ossia il decreto divenuto definitivo) in virtù dell'art. 654 c.p.c., comma 2, e che il decreto ingiuntivo emesso nei confronti del condominio era titolo esecutivo per le obbligazioni in solido.
Per tali motivi rigettava l'opposizione proposta da F..
Propone ricorso per cassazione F.C. con tre motivi.
Non ha svolto attività difensiva G.S..
Motivi della decisione

Con il primo motivo del ricorso parte ricorrente denuncia "Violazione e falsa applicazione dell'art. 479 c.p.c., e art. 654 c.p.c., comma 2, - omessa insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio in relazione all'art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5".
Secondo parte ricorrente il giudice di merito non ha considerato che il decreto ingiuntivo emesso nei confronti del condominio, se azionabile esecutivamente in danno all'ente di gestione pur senza nuova notificazione, non lo è in danno al condomino, al quale sarebbe occorsa una nuova notificazione, prima o contestualmente al precetto.
Il motivo è fondato.
Posto che nel caso in esame l'opponente non pone in questa sede la questione se il titolo esecutivo giudiziale, intervenuto nei confronti dell'ente di gestione condominiale in persona dell'amministratore prò tempore, possa essere validamente azionato nei confronti del singolo condomino quale obbligato solidale (questione che, secondo Cass. Sez. Un., n. 9148/2008, è ormai definitivamente risolta nel senso che, esclusa la solidarietà, la responsabilità del condomino è solo parziale in proporzione alla sua quota, anche nel rapporti esterni), osserva, tuttavia, questa Corte che, anche sotto l'erroneo presupposto che il titolo esecutivo ottenuto contro il condominio possa essere fatto valere in executivìs contro il singolo condomino quale preteso obbligato in solido, il precetto, intimato a tal fine allo stesso condomino, non avrebbe comunque potuto prescindere dalla notificazione, preventiva o contestuale, del decreto ingiuntivo emesso nei confronti dell'ente di gestione, ancorchè detta ingiunzione fosse risultata del tipo ex art. 654 c.p.c., comma 2.
E' di tutta evidenza, infatti, che, se una nuova notificazione del titolo esecutivo non occorre per il destinatario diretto del decreto monitorio nell'ipotesi di cui all'art. 654 c.p.c., comma 2, detta notificazione, invece, è necessaria qualora si intenda agire contro soggetto, non indicato nell'ingiunzione, per la pretesa sua qualità di obbligato solidale.
Costui, invero, deve essere messo in grado non solo di conoscere qual è il titolo ex art. 474 c.p.c., in base al quale viene minacciata in suo danno l'esecuzione, ma anche di adempiere l'obbligazione da esso risultante entro il termine previsto dall'art. 480 c.p.c..
Con il secondo e terzo motivo si denuncia rispettivamente: 2) "omessa insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio (art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5)";
3) "Violazione e falsa applicazione degli artt. 1123, 1292, 1294 e 1314 c.c. - Omessa e insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto decisivo per il giudizio (art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5)".
L'accoglimento del primo motivo comporta l'assorbimento del secondo e del terzo mentre, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa va decisa nel merito ai sensi dell'art. 384 c.p.c., comma 2, dichiarando la nullità del precetto. Non v'è luogo a decidere sulle spese per la presente fase e sussistono giusti motivi per la compensazione delle spese del merito.
In conclusione, il ricorso deve essere accolto con conseguente cassazione dell'impugnata sentenza.
P. Q. M.

La Corte accoglie il primo motivo del ricorso, assorbiti gli altri, e decidendo nel merito ex art. 384 c.p.c., dichiara la nullità del precetto.
Non v'è luogo a decidere per le spese del giudizio di cassazione; si compensano le spese del merito.
Avv. Claudio De Stasio
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Ultima modifica: 5 Anni 5 Mesi fa da Claudio.
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debito condominiale 5 Anni 3 Settimane fa #603

A proposito di condominio , è possibile che un debito del condominio nei confronti di un ex amministratore possa essere pagato da un solo condomino ? Il vecchio amministratore ha fatto il decreto ingiuntivo a me e ad altri 2 condomini.L'attuale amministratore non fece , a suo tempo,opposizione ed io,poco attento e poco preparato , non mi sono rivolto subito ad un avvocato quando il precetto è arrivato direttamente a me in qualità di condomino "solidale" . All'epoca mi sono rivolto all'amministratore pro-tempore ricordandogli che io non avevo debiti col condominio e lui disse che avrebbe provveduto a sistemare le cose . Sta di fatto che dopo varie vicissitudini , pare che ora sia troppo tardi ed io sono costretto a pagare l'intera somma , anche perchè gli altri due condomini , con me coinvolti ed anche loro a posto con i pagamenti , uno si è accordato, a mia insaputa , con l'avvocato del creditore per il pagamento di un terzo della somma , l'altro non è rintracciabile perchè sempre assente , per cui tutto il resto del debito l'avvocato lo richiede a me in alternativa il pignoramento della pensione . E' possibile una cosa del genere ? Cosa posso fare ? mi sembra di vivere un brutto sogno , come subire una violenza autorizzata dalle leggi . Qualcuno può darmi qualche consiglio ? grazie
Ultima modifica: 5 Anni 3 Settimane fa da Studio De Stasio.Motivo: corretto errore titolo
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Re: debito condominiale 5 Anni 3 Settimane fa #606

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Fino alla sentenza delle Sezioni Unite n. 9148 del 2008, le obbligazioni scaturenti dal diritto di condominio dovevano considerarsi solidali con la conseguenza che tutti i condomini potevano rispondere dell'intero debito verso un terzo, restando salvo il diritto di agire in rivalsa contro gli inadempienti. Trattandosi però di materia disponibile, le parti potevano convenire la parziarietà del debito sino ad arrivare a considerare ogni singolo condomino obbligato limitatamente per la propria quota. In seguito alla sentenza del 2008 si è assistito ad un'inversione di tendenza ritenendo che ogni condomino può essere convenuto in giudizio esclusivamente per il proprio personale adempimento e l'amministratore, salvo diverso accordo, perde la legittimazione processuale di rappresentante dei condomini.
Non sussistendo la solidarietà passiva rispetto alle obbligazioni gravanti sul condominio, i singoli condomini sono tenuti pro quota, ma l'eccezione di parziarietà va accolta allorché il condomino abbia assolto all'onere, sullo stesso incombente in base al principio c.d. di vicinanza della prova, di individuare la quota di sua pertinenza del debito complessivo (così Trib. Napoli, 07/04/2011).
Ora nel tuo caso però il decreto ingiuntivo è stato ottenuto proprio nei tuoi confronti e tu non lo hai opposto. A questo punto è definitivo (come una sentenza passata in giudicato) cosicché, a mio parere, non puoi che onorarlo per poi rivalerti sugli inadempienti (anche per le spese legali).
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L’esecuzione nei confronti del Condominio. Solidarietà o parziarietà? 2 Anni 11 Mesi fa #1094

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Buonasera
approfitto di questa discussione, di due anni fa mi pare, per porre un quesito a chi vorrà gentilmente rispondere.
Sono inquilino di un appartamento in affitto da parecchi anni e non ho mai ricevuto richieste formali (lettere, raccomandate, pec, ....) della quota di condominio, allorchè dopo circa un anno mi sono recato dall'amministratore per chiedere il conto di quanto dovuto con le voci nel dettaglio.
L'amministratore mi risponde che è la proprietaria dell'appartemento a dovermi fornire i conti nel dettaglio e la relativa somma da pagare, al limite può farlo lui (l'amministratore) previa richiesta della proprietaria dell'appartemento.
Mi reco quindi dalla proprietaria e chiedo di inviare richiesta all'amministratore. Mi è stato successivamente detto dalla proprietaria che ha scritto all'amministratore.
In sintesi non mi è ancora arrivata nessuna richiesta di pagamento, ma è arrivata un'ingiunzione alla proprietaria che ha intenzione di rivalersi su di me. Non discuto le intenzioni della proprietaria, però mi sembra di essere, insieme alla proprietaria, vittima dell'inefficenza dell'amministratore che non è stato in grado di produrre le voci relative alle spese che devo pagare nè tantomento di comunicare gli oneri effettivi a cui sarei dovuto andare in contro.
Posso fare qualcosa? Quantomeno per avere il conteggio delle mie quote e ottenere una dilazione di pagamento?

grazie a chi vorrà gentilmente rispondere.
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Moderatori: Silvia



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