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ARGOMENTO: Normale trattativa o tentata estorsione ?

Normale trattativa o tentata estorsione ? 3 Anni 8 Mesi fa #1002

Mio fratello recentemente è stato assolto con formula piena nel processo di stalking che lo vedeva imputato. La querela era strumentale per evitare l’addebito in causa di separazione.

Mio fratello si è separato dalla moglie con addebito alla stessa sia in primo che secondo grado.

In questi giorni un amica della moglie, testimone a carico di mio fratello nel processo di stalking, gli ha consegnato una busta con una lettera contenente una richiesta di 20.000 euro.

In questa lettera si minaccia di presentare appello contro l’assoluzione nel processo per stalking se la richiesta non viene accolta.

La moglie afferma che i propri avvocati sono a conoscenza della consegna della lettera ma che non ne conoscono il contenuto e che sono i suoi referenti.

Il credito vantato viene fatto riferire al fatto che metà casa sia della moglie. (Falso)

Nel processo per stalking la moglie parte civile aveva richiesto 10.000 euro.

Detto credito è totalmente inesistente la moglie non ha praticamente mai lavorato in tutta la sua vita se non lavori saltuari e part-time. La casa è del marito pagata con le proprie entrare e con mutuo a carico del marito. L’acquisto è antecedente al matrimonio e il matrimonio era in separazione dei beni.

La moglie è un soggetto con forti disturbi psichici con personalità borderline e con numerosi ricoveri alle spalle presso cliniche specializzate.

Come ci dobbiamo comportare ?

Grazie per l’eventuale consiglio e/o indicazioni
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Normale trattativa o tentata estorsione ? 3 Anni 8 Mesi fa #1004

  • Dott. Paolo
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Ti riporto una massima un po' datata che però mi pare molto chiara (Cass. pen., 27/10/1983):
Ai fini della configurabilità del reato di estorsione, anche la minaccia dell'esercizio di un diritto, in sé non ingiusta, può diventare tale, se l'esercizio del diritto è finalizzato a conseguire un profitto non dovuto; tuttavia, la semplice strumentalizzazione dell'esercizio di un diritto, ove si esprima in termini contrattuali, in un rapporto paritario di libere determinazioni, pur diretta, per ipotesi, alla realizzazione di un notevole profitto, non rende questo ingiusto in senso tecnico, in quanto esso è rappresentativo di una prestazione nell'incontro sinallagmatico delle volontà (nella fattispecie, in sede di transazione di controversie pendenti tra locatore e locatario, quest'ultimo, aveva richiesto la somma di lire settecentomila in corrispettivo di spese effettuate e dell'immediato rilascio dell'immobile; la suprema corte ha annullato con rinvio la sentenza di condanna per tentata estorsione).
Quindi nel tuo caso la differenza la fanno la fondatezza o meno delle pretese della tua ex cognata. Insomma se in astratto lei potesse davvero promuovere una causa per ottener il rimborso di somme che dice di aver utilizzato per l'acquisto della casa, la richiesta potrebbe considerarsi una semplice (anche se irrituale nei modi) proposta transattiva. Diversamente potreste anche rispondere picche e riferire tutto alla procura.
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