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ARGOMENTO: parte offesa

parte offesa 5 Anni 6 Mesi fa #809

  • del fiore
  • Avatar di del fiore
salve, sono Pasquale,
sono persona offesa in un procedimento.
il giorno 29 u .s. prima citazione, il giudice apre il dibattimento ed il mioavvocato giunge in ritardo, nel frattempo il giudice chiude il dibattimento e non riesco ne a costituirmi come parte civile ne come persona offesa.
in quel occasione dovevo presentare delle prove schiaccianti per l'imputato.
volevo chiedere se è ancora possibile presentarle, in che modo, ecc. chiedo consigli a Voi perchè a questo punto non so cosa fare e non mi fido più del mio avvocato. grazie
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parte offesa 5 Anni 6 Mesi fa #810

  • Marco
  • Avatar di Marco
È difficile dare una risposta senza conoscere il reato che è stato contestato e che tipo di “prova schiacciante” doveva essere presentata.
La regola vuole che l’indicazione dei testimoni avvenga nel termine di sette giorni liberi prima della data fissata per il dibattimento mediante il deposito di apposita lista con indicazione delle circostanza su cui deve vertere l’esame. Per fare ciò la parte civile deve costituirsi prima dell’udienza (e del termine prima indicato) mediante il deposito dell’atto in cancelleria seguito dalla notifica dello stesso alle altre parti. Diversamente, come previsto dall’art. 79 comma 3 c.p.p., la parte civile non può avvalersi della facoltà di presentare liste dei testimoni, dei perito e/o dei consulenti tecnici. Vi è tuttavia una giurisprudenza che “sana” tale adempimento facendo riferimento all’art. 90 c.p.p. rendendo quindi valida una lista testimoniale depositata dalla persona offesa che si costituisca soltanto in udienza parte civile.
In ogni caso in qualità di persona offesa da reato sarà sicuramente sentito quale testimone nel corso del dibattimento e, in quella sede, potrà riferire e raccontare tutto quanto utile e necessario all’accertamento del fatto (eventualmente cercando di esibire e produrre documenti al Giudice); potrà indicare i nominativi delle persone eventualmente presenti al fatto e che il Giudice potrebbe (d’ufficio o su richiesta di parte) decidere di sentire nel processo ai sensi dell’art. 507 c.p.p..
Inoltre, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 90 c.p.p., può presentare in ogni stato e grado del giudizio memorie difensive e (ad esclusione del giudizio di cassazione) indicare elementi di prova.
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parte offesa 5 Anni 6 Mesi fa #811

  • del fiore
  • Avatar di del fiore
grazie mille per avermi risposto,
le descrivo meglio il fatto
Nell’anno 2008 i miei genitori commissionarono dei lavori ad un fabbro per la costruzione in ferro di un bungalow, versando in anticipo la somma di € 2500.00 con due assegni postale di 1250 cadauno non inyestati alui perchè disse che non aveva il cc. I lavori per problemi vari non sono mai iniziati e portati a termine.
Per tale motivo i miei genitori chiedevano al sig xxxx la restituzione della caparra a lui versata e, che per varie scuse ed appuntamenti mancati non ha mai restituito. Solo alla fine del mese di novembre 2010 il sig xxxxx si decide di restituire la caparra sotto forma di due assegni di 800 e 1700€ nelle mani di mio cognato unitamente alla presenza di un suo amico ed il padre del sig xxxxx nella sua officina di fabbro.
In coincidenza i miei genitori partono per la città di Prato. Mia madre non credula di riaver avuto i propri soldi dopo circa 2 anni e 6 mesi, mi telefonava varie volte chiedendomi se fosse stato possibile riscuotere gli assegni anche se gli stessi erano postdatati. Feci una ricerca su internet a riguardo, e scoprii che gli assegni sono esigibili a vista anche se hanno una data successiva alla presentazione in banca. Mi recai all’ufficio postale alla metà di dicembre, e dato che entrambi gli assegni erano compilati in tutte le parti ad eccezione della parte “intestato a …” provvedetti a compilarlo con il mio cognome e nome, quando mi rivolsi all’impiegato delle poste per il versamento degli assegni mi disse che ero pazzo e che tale operazione non era possibile effettuare non tanto per l’assegno di € 800 che era a scadenza gennaio quindi a breve, ma per quello di € 1700 con scadenza ad aprile. A tal punto mi convinsi anch’io di attendere le scadenze.
Versato il primo assegno di € 800 dopo pochi giorni feci la lista movimenti e vidi che l’assegno non era stato accreditato per mancanza di provvista, per tale motivo mi recai all’ufficio postale per chiedere delucidazioni in merito e mi dissero di attendere la seconda presentazione dell’assegno per verificare se il titolare del conto dell’assegno avrebbe fatta la copertura dello stesso. Dopo circa una settimana l’assegno fu accreditato regolarmente co la mora del 10%.
In data 30 aprile provvedo a versare sul mio conto il secondo l’assegno. Dopo pochi giorni, mi arriva una comunicazione urgente di presentarmi all’ufficio postale per comunicazioni.
Recatomi subito in posta mi rilasciavano copia dell’assegno ed una comunicazione della banca ove notavo che l’assegno non era stato accreditato perché risultava “denunciato rubato a firma apocrifa”.
Quella notte non riuscii a dormire, ma mi venne una grande idea, Decisi di affrontare il sig. xxxx con molta calma, fargli dichiarare tutto quanto successo e registrarlo con il cellulare, registrazione riuscita molto bene sia in audio che in video ove il sig. xxx dichiara tutto, cosa molto importante che sapeva che il secondo assegno era rubato.
Giunto alla data della prima udienza convinto di costituirmi parte civile e presentare la prova schiacciante “ la registrazione” il mio avvocato arriva in ritardo e non riesco a fare niente di tutto questo.
mi è crollato il mondo addosso, io poliziotto da 18 anni, mai avuto neanche una ammenda di divieto di sosta mi trovo in una situazione non so neanche io come definirla.
anche se sono convinto che questa storia le porterà via del tempo anche solo per leggerla potrebbe darmi un consiglio, Le sarei veramente grato.
distinti saluti
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parte offesa 5 Anni 6 Mesi fa #813

  • Marco
  • Avatar di Marco
Purtroppo non posso dirle più di quanto già detto essendo lei già assistito da altro legale di fiducia.
L’unica cosa che posso fare è segnalare le seguenti sentenze di legittimità e di merito:
Cass. pen. Sez. VI, 16/03/2011, n. 31342 (rv. 250534) “La registrazione fonografica di un colloquio telefonico ad opera di uno dei partecipi al colloquio medesimo è prova documentale rappresentativa di un fatto storicamente avvenuto, pienamente utilizzabile nel procedimento a carico dell'altro soggetto che ha preso parte alla conversazione, previa valutazione della sua mera affidabilità. (Annulla senza rinvio, App. Ancona, 29/04/2010)”.
Trib. Bologna, 18/02/2011 “Le registrazioni di conversazioni tra presenti, compiute di propria iniziativa da uno degli interlocutori, possono essere acquisite al processo attraverso il meccanismo di cui all'art. 234 c.p.p., comma 1, che qualifica documento tutto ciò che rappresenta fatti, persone o cose mediante la fotografia, la cinematografia, la fonografia o qualsiasi altro mezzo. Invero il nastro contenente la registrazione non é altro che la documentazione fonografica del colloquio, la quale può integrare quella prova che diversamente potrebbe non essere raggiunta e può rappresentare (si pensi alla vittima di un'estorsione) una forma di autotutela e garanzia per la propria difesa, con l'effetto che una simile pratica finisce col ricevere una legittimazione costituzionale”.
Sulle modalità di un possibile ingresso nel processo le avevo già detto.
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