Benvenuto, Ospite
Nome utente: Password: Ricordami

ARGOMENTO: Lesione di un bene supersensibile.

Lesione di un bene supersensibile. 11 Mesi 2 Settimane fa #1178

  • dlb95
  • Avatar di dlb95
  • OFFLINE
  • Lettore
  • studio legale online
  • Messaggi: 1
  • Karma: 0
Buon pomeriggio,

vorrei presentarvi il mio "caso"; è leggermente complesso, ma credo possiate riuscire a darmi, ad ogni modo, una risposta chiara.
La vicenda di cui voglio discutere risale a tre anni fa circa e ha come "soggetti" interessati me stesso, due ragazze e altri quattro ragazzi. Avevo diciassette anni, frequentavo il secondo liceo classico, continuando ad ottenere un profitto molto alto per quattro anni consecutivi (I anno: 8.3; II anno: 8.76; III anno: 9.1; IV anno: 9.66); strinsi un'amicizia, solidificatasi sempre di più nel corso dell'anno, con una ragazza di tre anni più piccola di me, frequentante il secondo anno di liceo scientifico ubicato nello stesso edificio. Si era creato un rapporto tale da essersi presentata più volte l'occasione di avere, reciprocamente, dei rapporti preliminari, fino al mese di luglio 2013, quando un giorno, al mare, cercai di lasciarle intendere, in maniera piuttosto esplicita, di voler unirmi sessualmente a lei, che non volle, benché avessi saputo essere innamorata di me. Dopo due giorni, conversando nella chat di un gruppo WhatsApp, i quali membri erano ragazzi e ragazze che avevano assistito ad un concerto nel maggio 2013, a cui io e lei eravamo andati insieme, un ragazzo che abita a circa max. 150 km dal mio paese, ha espresso un apprezzamento nei miei confronti per il mio aspetto fisico complessivo, cercandomi in privato.
Premetto che sin dall'infanzia non mi sono tirato indietro di fronte a proposte ed occasioni di sperimentazioni omosessuali fino all'età puberale, ipotizzando, durante l'adolescenza, che il mio orientamento sessuale fosse bisessuale, benché, in quell'anno, nel 2013, credevo stesse dirigendosi gradualmente verso quello di tipo eterosessuale. Altri ragazzi con cui si conversava in quel gruppo avevano saputo del fatto che io e quel ragazzo non molto distante da me stessimo cercando di conoscerci un po' meglio, con intenzioni più "serie", tanto che uno di loro mi consigliò di parlare con la ragazza, con cui durante l'inverno, la primavera e l'estate di quello stesso anno avevo avuto dei rapporti sessuali prelimianri, per chiarire la mia posizione riguardo al rapporto creatosi fra noi due; fui colto dal panico e da un'incapacità decisionale, che credo sia stata dovuta anche alla mia età e alla mancanza di esperienza; io e quella ragazza ci incontrammo, in una di quelle sere in cui ero solito fumare erba con una compagnia di amici, una di quelle stesse sere in cui, mentre conversavo con il ragazzo di cui ho scritto prima, raccontai tramite messaggi, di una storia clandestina fra me e un ragazzo già fidanzato con una ragazza, descrivendone le dinamiche di tradimento ed evoluzione della sua storia sentimentale in cui ero subentrato io, riuscendo ad attirare la sua attenzione, benché fosse già impegnato con una persona del sesso opposto al suo e al mio. Informandomi, dopo tre anni, ho scoperto che, almeno secondo le ipotesi della psicanalista Simona Argentieri e ingenerale delle indirizzo più dinamico della psicoanalisi moderna e contemporanea, le "raffinate costruzioni di storie d'amore" sarebbero una soluzione intrapsichica adottata da chi crede che sia meglio sottrarsi al conflitto che imporrebbe una relazione vera e propria; un escamoutage che esulerebbe una persona, omosessuale o eterosessuale che sia, dai rischi che conseguono l'esplicitazione della volontà di intraprendere una relazione e viverla nella sua precarietà, percependo pressioni e ansie dei conflitti derivanti dal graduale allontanamento dalle precedenti sicurezze socio-relazionali.
Dissi a quella ragazza di essere bisessuale, non convinto che sia un termine adeguato a descrivere quest'aspetto personale della mia vita, raccomandandole di essere di mantenere la massima riservatezza con le sue amiche, i suoi famigliari e i suoi conoscenti; mi disse che per lei sarebbe potuto andare bene lo stesso e che il suo sentimento nei miei confronti non sarebbe mutato; la realtà era che non mi piaceva per motivi che ho preferito non dirle, timoroso del fatto che avrei potuto urtare la sua sensibilità ed offenderla, oltre a lasciarle pensare che l'avrei solo sfruttata per dei preliminari poco impegnativi. Col senno di poi, avrei preferito essere schietto ed onesto piuttosto che rilevare un "dato" della mia vita che già sentivo essere piuttosto vulnerabile. Decisi, allora, per far si che si allontanasse definitivamente da me perché percepii, in qualche modo, che le sue aspettative fossero molto alte, dicendole, dunque, di aver cominciato a conversare con un ragazzo due giorni dopo aver trascorso quel pomeriggio con lei, al mare, mai incontrato, ma che era stato allo stesso nostro concerto. Non resistette e comincio a parlarne con delle sue amiche, alcuni suoi conoscenti; il ragazzo che era nella nostra stessa chat a cui avevo scritto di quella storia, inventata, le mandò gli screenshot di quello che gli avevo scritto; lei non pensò minimamente che potesse essero tutto inventato e, per accertarsi, s'informo riguardo a questo presunto rapporto sentimentale e/o sessuale fra e il ragazzo già impegnato, chiedendo ad una sua amica, fidanzata di uno dei migliori amici del ragazzo in questione, se fosse tutto vero; questo accadde durante l'autunno 2013, periodo in cui, avendo saputo che lei avesse parlato di quanto accaduto tra le persone che frequentassero il nostro stesso liceo, salendo per le scale della scuola, quando qualcuno mi rivolgeva la parola, ricordo, avvertivo di star quasi avendo qualcosa di molto simile ad un attacco di panico, dato che pensavo, nel frattempo, che potessero conoscere questi particolari della mia vita personale; le conversazioni con quel ragazzo, che avevo conosciuto, non erano delle migliori; non sentivo coinvolgimento, nè interesse tale da concretizzare un eventuale e possibile rapporto. Quell'anno avrei dovuto studiare per prepararmi al test d'accesso al corso di laurea di medicina e chirurgia, ma cominciavo a crearmi i primi problemi data la mia situazione economico-famigliare poco florida; non ero preparato per le interrogazioni dei primi mesi; i professori mi fermavano in classe e nei corridoi chiedendomi cosa mi stesse accadendo; non riuscivo a mantenere alta la lucidità, nè a concentrarmi, sia a scuola, sia a casa. Solo verso marzo 2014 cominciavo a mostrare i segni di una ripresa, ma qualche mese dopo mia madre tentò il suicidio, gettandosi da 10 metri circa, dopo aver assunto, su prescrizione medica e dopo il mancato soccorso, benché sia svenuta, dell'ospedale più vicino al paese in cui abito. Sono comunque riuscito ad ottenere una media molto alta alla fine dell'anno (9.3), facendo quasi l' "impossibile", diplomandami con 100/100 nonostante mia madre, nel peridoo di preparazione all'esame di maturità, fosse nel reparto di riabilitazione dell'ospedale, da poco uscita dal coma, viva per miracolo.
Ho supposto e continuo a supporre che il gesto di mia madre, oltre ad esser dovuto ad uno stato psicotico protrattosi per lungo tempo, ad una superficialità di fondo e ad una mancata ponderatezza nell'analisi del caso riguardante mia madre da un punto di vista medico-deontologico, possa essere dovuto anche al fatto che io le abbia confidato di queste conversazioni avute durante l'estate fino all'autunno del 2013 e, considerando il fatto che fosse già a conoscenza delle mie sperimentazioni omosessuali, avrebbe messo in discussione problematicamente il suo ruolo di madre, cosa che avrebbe potuto aggravare, in modi e misure da verificare, il suo stato psicotico o, più in generale, quello stato di insoddisfazione personale e professionale in cui ho sempre pensato versasse.
Il ragazzo fidanzato che coinvolsi nella "raffinata costruzione" di quella storia, avendomi cercato, mi ha tranquillizato, dicendomi solo che non gradisce particolarmente questa sorta di "dinamiche" in cui è stato coinvolto e in cui altre persone sono state coinvolte, salvo poi, una sera, durante i festeggiamenti di un compleanno all'aperto, in un vicoletto, pestare un bicchiere di carta, dopo aver bevuto il prosecco, guardandomi ben dritto negli occhi.
Sono venuto a sapere, di recente, che la stessa ragazza, a cui ho inviato dei messaggi contenenti degli apprezzamenti afferenti alla sfera erotico-sessuale nei confronti di alcuni ragazzi della mia classe al liceo, avrebbe trasmesso gli stessi ad alcune di queste ragazze.

Vorrei che qualcuno esplicasse quale potrebbero essere i rapporti fra questa faccendo a la legge sulla violazione del diritto alla privacy, dei cosidetti beni supersensibili e quanto sia labile il confine che intercorra fra "pettegolezzo" e lesione degli stessi in questo caso, considerando che ciò mi abbia procurato conseguenze che hanno causato un danno alla mia vita, costringendomi ancora oggi a "preservarmi", forse, più del dovuto, a distogliere l'attenzione dai miei obiettivi scolastico-accademici, alla luce, soprattutto, della mia situazione famigliare di indigenza economica, per dedicarla all'attuazione di vari meccanismi psicologici di difesa e controllo delle mie emozioni e reazioni, che mi hanno creato anche disagio nei rapporti socio-relazionali.
A distanza di tre anni ca., potrei presentare una denuncia, un'istanza perché un possibile risarcimento di danni morali sia accolto?
Ultima modifica: 11 Mesi 2 Settimane fa da dlb95.
Accedi o registrati per partecipare alla discussione. Se sei un professionista, dai un'occhiata qui!



Tempo creazione pagina: 0.133 secondi
Powered by Kunena Forum