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ARGOMENTO: Successione senza testamento

Successione senza testamento 6 Anni 8 Mesi fa #18

  • Samuele Brizzi
  • Avatar di Samuele Brizzi
Mia zio (fratello di mia madre), è deceduto senza fare testamento. Non aveva moglie o figli, l'unica parente stretta è mia madre. Abbiamo scoperto che circa un anno fa ha donato quasì la metà dei suoi averi (solo denaro in titoli e conto corrente, non aveva immobili di proprietà) a quella che era la sua compagna (si fa per dire). Negli ultimi tempi non stavano neppure pià insieme. E' possibile annullare quella donazione? Cercando su internet ho trovato che le le donazione fatte in vita non hanno valore. Cosa dovremmo fare? Spetta qualcosa a mia madre?
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Re: Successione senza testamento 6 Anni 8 Mesi fa #19

  • Studer
  • Avatar di Studer
Secondo me non puoi fare niente. Ho trovato questo cercando sul web (forse l'hai trovato anche te e ti riferivi proprio a questo, wikipedia):
In ambito giuridico la collazione, disciplinata dagli artt. 737 e ss. del Codice Civile, è l'obbligo imposto a taluni soggetti (figli legittimi e naturali e loro discendenti legittimi e naturali nonché il coniuge) che accettino l'eredità, di conferire alla massa che compone il patrimonio del defunto, quanto dal medesimo ricevuto in vita per donazione diretta o indiretta, salvo che il testatore non li abbia da ciò dispensati. Presupposto perché operi l'obbligo della collazione è che il donatario accetti l'eredità. Ad esempio, se Tizio, vedovo con due figli, muore lasciando beni per 100 e donazioni effettuate in vita al figlio Primo per 50, potranno verificarsi le seguenti situazioni: se Primo accetta l'eredità, egli sarà tenuto a restituire alla massa ciò che ha ricevuto in vita dal testatore (50), formando così un patrimonio da dividere con il proprio fratello pari a 150. In tal caso ai sensi dell'art. 566 c.c., il patrimonio dovrà dividersi in parti eguali e quindi Primo otterrà in definitiva un valore di 75 [(100+50):2). Se invece Primo decidesse di non accettare l'eredità del padre egli potrà trattenere la donazione a lui fatta (50), ma l'eredità verrà interamente devoluta al proprio fratello Secondo, il quale riceverà 100. Si tratta di un conferimento reale, e quindi non va confuso con l'operazione, puramente fittizia, che consiste nel sommare ciò che è rimasto del patrimonio a ciò che è stato regalato in vita. Qui, invece, si aggiunge alla massa ereditaria, che sono i beni che appartengono al defunto al momento dell'apertura della successione i beni che egli ha regalato, quando era in vita, ad alcune categorie di suoi successori. I beni immobili devono essere conferiti per imputazione o in natura, e quindi, ad es., Caio conferirà l'appartamento che gli ha donato il padre; i beni mobili (ad. es un brillante a Tucilia) devono essere imputati per valore (il valore che essi hanno al tempo dell'apertura della successione).
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Moderatori: Silvia, Ilaria, laurapoccioni



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