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ARGOMENTO: Richiesta risarcimento danni da disturbo e termine di decadenza

Richiesta risarcimento danni da disturbo e termine di decadenza 5 Anni 1 Mese fa #979

  • DaniEla
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Buongiorno a tutti,
la fattispecie che vi sottopongo è la seguente:
il Comune emana un'ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi con ordine di sospensione immediata dei lavori e pagamento di una sanzione di € 1.000,00 nei confronti di una società di costruzioni sulla base di un'asserita modifica, non autorizzata, dei materiali utilizzati rispetto a quelli previsti nel progetto approvato. Tale modifica avrebbe comportato la variazione della categoria di intervento edilizio da “risanamento conservativo” autorizzato a “ristrutturazione edilizia”.
In sostanza, all'interno delle mura di tompagno della costruzione la società aveva sostituito il materiale di risulta presente in precedenza con lecablocco, in cemento armato.
Posto che l'utilizzo di tale materiale era necessario per adeguare la costruzione alla normativa antisismica, che il progetto prevedeva l'utilizzo di travi continue rovesce (che presuppongono la presenza di pilastrini verticali in c.a.) e che al termine dei lavori le mura di tompagno sarebbero state comunque rivestite dai conci di tufo previsti dal progetto approvato, la società avanzava prontamente istanza di annullamento in autotutela.
La sanzione era stata elevata ai sensi del 3° c. dell’art. 33 del D.P.R. 380/2001 per cui onde procedere con l’annullamento dell’ordinanza di ripristino e sospensione dei lavori, a parere dell’Autorità amministrativa sarebbe stata necessaria la convocazione degli enti preposti alla tutela del vincolo, Regione e Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio con una conferenza di servizi, previo deposito del progetto in sanatoria e pagamento della sanzione irrogata con l’ordinanza;
nella conferenza di servizi, gli enti preposti alla tutela del vincolo riferivano che il progetto di sanatoria di risanamento conservativo non presentava rilevanza paesaggistica in quanto per i materiali delle sistemazioni finali esterne non si rilevavano difformità ed il progetto non presentava rilevanza paesaggistica.
Il Comune pertanto, dopo otto mesi di sospensione dei lavori e diversi solleciti da parte della società istante, accoglieva l’accertamento di conformità in sanatoria e annullava l'ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi.
La società intende ottenere il risarcimento del danni da disturbo, poichè a causa dell'illegittima azione amministrativa le era stato impedito di godere appieno della situazione giuridica soggettiva di cui era titolare.
L'art. 30 del D. lgs. 104/2010 Codice del processo amministrativo prevede che “La domanda di risarcimento per lesione di interessi legittimi è proposta entro il termine di decadenza di 120 giorni decorrente dal giorno in cui il fatto si è verificato ovvero dalla conoscenza del provvedimento se il danno deriva direttamente da questo...
nel caso in cui sia stata proposta azione di annullamento la domanda risarcitoria può essere formulata nel corso del giudizio o, comunque, sino a centoventi giorni dal passaggio in giudicato della relativa sentenza”.
Credo che il termine di 120 giorni per proporre l'azione di risarcimento decorra dalla data di notifica del provvedimento di annullamento dell'ordinanza.
Secoondo voi è corretto?
Ho un'altra possibilità che mi consenta di sfruttare un termine più lungo?
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Moderatori: laurapoccioni



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